Concordo con la persona l’utilizzo dei fiori di Bach dopo aver spiegato cosa sono e quali sono le loro caratteristiche. Ciò definito, si dedica un incontro alla consulenza per scegliere le essenze floreali da usare. In genere, da questo momento gli incontri di counseling non sono più settimanali o quindicinali, ma diventano mensili in quanto l’assunzione dell’intera boccetta è di circa trenta giorni.
La decisione di associare il counseling ai fiori di Bach, pertanto, è pattuita con il cliente in base alle necessità manifestate di volta in volta. Nell’incontro successivo è sempre curioso vedere la reazione della persona che ha assunto i fiori di Bach. Spesso emerge che il cliente ha già vissuto un cambiamento, ma senza rendersene conto. È attraverso il dialogo empatico, tipico del counseling, che acquisisce consapevolezza di ciò che è accaduto. Coglie che, talvolta con stupore, è più autonomo e che la sua autostima è migliorata.
Nei passaggi successivi inizia un processo di riflessione che alimenta la personale presa in carico della relazione intrapsichica. La persona comincia a conoscersi meglio attraverso l’uso di essenze che nel silenzio supportano ed accolgono il suo disagio, trasformandolo. Inoltre, la diluizione degli incontri, con il supporto delle essenze floreali, favorisce uno stabile ancoraggio del miglioramento raggiunto.
Ciò che mi stupisce sempre è la ‘discrezione’ delle essenze di Bach. aiutano nella trasformazione senza clamore. I fiori sono come una ‘mano gentile’ che accompagna semplicemente essendoci. Gli stati d’animo che prima erano gravosi, si sono alleggeriti o spariti. E questo me lo sottolinea lo stupore con cui il cliente prende atto del cambiamento.
Il Progetto Counseling coi fiori di Bach nasce dai risultati emersi dall’unione di queste due discipline, reputandole utili e molto rispettose del personale cammino del cliente.