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Mediazione familiare a Modena

Dal conflitto a un accordo possibile

Uno spazio imparziale per riaprire il dialogo e costruire decisioni sostenibili nelle separazioni e negli altri conflitti familiari.

Famiglia e organizzazioni

MEDIAZIONE FAMILIARE SISTEMICA: cosa è

La Mediazione familiare è un percorso di sostegno e di chiarificazione a cui la coppia può ricorrere se sta valutando di separarsi o divorziare. Ma la mediazione, più in generale, può essere promossa per tutti quei molteplici conflitti parentali che possono coinvolgere una famiglia. Situazioni che scaturiscono da un disagio emotivo-relazionale malamente comunicato, creando contrapposizioni e dolorosi disagi nell’ambito familiare.

La Mediazione familiare è uno strumento volontario per cercare di trovare possibili soluzioni ai conflitti di coppia, genitoriali, tra fratelli, ma anche durante i passaggi generazionali in azienda o per la gestione di un parente non autosufficiente. Con la mediazione si intendere individuare delle soluzioni condivise su questioni relazionali ed organizzative della famiglia.

Il procedimento di Mediazione familiare è sollecitato dalle parti al fine di collaborare per la risoluzione del conflitto in essere, affrontando tematiche relative alla riorganizzazione delle relazioni familiari. Nonché raggiungendo accordi concreti e duraturi per l’affidamento, l’educazione dei minori, gli aspetti economici e patrimoniali nel rispetto della normativa vigente in materia di separazione e divorzio.

La Mediazione Sistemica-Relazionale promuove un processo interattivo in grado di favorire una lettura dinamica ed evolutiva del conflitto relazionale. Si osservano le modalità attraverso cui la persona o la coppia si relazionano con il gruppo di appartenenza, le difficoltà che ne ostacolano l’evoluzione sia in famiglia che in altri ambiti come quello amicale o lavorativo. Nella pratica mediatoria l’approccio sistemico-relazione favorisce sia l’analisi del contesto che quello della narrazione del conflitto. Tant’è che tale paradigma è applicabile non solo in contesti familiari, ma anche a quelli aziendali, organizzativi, comunitari e sociali, istituzionali, scolastici, penali ed interculturali.

Accordi Di Mediazione Familiare

L’accordo in mediazione è condiviso e mai imposti da chi facilita la mediazione. È il risultato di un processo di negoziazione costruito “su misura”, attraverso un percorso maturato in base alle personali esigenze e a quelle dei figli. Il ruolo della Mediatrice è quello di facilitare la coppia nel giungere ad un accordo che regoli la loro separazione. Cammino che, spesso, attraversa ‘spazi’ carichi di sofferenze e conflitti rendendo la strada verso l’accordo faticosa e dolorosa.

Si attiva una mediazione familiare per cercare di facilitare la riorganizzazione dei rapporti familiari e per esercitare la responsabilità genitoriale. Nella mediazione il livello di coppia e quello genitoriale si sovrappongono alimentando il contrasto. È compito della Mediatrice familiare indurre quella chiarezza indispensabile per agevolare l’interesse e il benessere di figli. Perché il legame di coppia può venir meno, ma la coppia genitoriale continuerà a sopravvive nonostante la separazione o il divorzio.

La creazione di un contesto di fiducia reciproca e di disponibilità a ricercare un accordo permette di trovare soluzioni condivise che riguardano:

  • Il come comunicare ai figli o alla famiglia allargata la decisione di separarsi;
  • Il calendario settimanale dei figli
  • Il progetto educativo
  • La divisione dei beni familiari e il mantenimento dei figli
  • La presentazione di nuovi partner
  • La frequentazione delle rispettive famiglie d’origine

Ulteriori Chiarimenti

La mediazione familiare non è una terapia di coppia. Alla base del percorso mediatorio c’è l’intenzione di facilitare la gestione del conflitto coniugale o parentale. Lo scopo è pervenire ad una separazione condivisa per il bene sia della coppia che dei figli o di coloro che ne sono coinvolti.

La mediazione familiare è caratterizzata dalla riservatezza, dal segreto professionale e dal riconoscimento di dignità a tutti coloro che direttamente o indirettamente vi partecipano.

La durata è variabile e dipende dal grado di conflittualità. In generale, si può arrivare ad un risultato in 8/10 incontri, mentre altre volte non è possibile.

Mediazione Familiare: A chi si rivolge

Il percorso mediatorio può essere intrapreso dalla coppia che sta confliggendo e manifesta la volontà di separarsi. Può essere utile in ambito familiare quando rancori, rabbie e sofferenze rendono difficile la comunicazione. E ciò è riscontrabile per questioni irrisolte tra fratelli o sorelle, genitori e figli, coniugi o conviventi acquisiti oppure in ambito aziendale o per eredità.

Può essere iniziato, anche dopo essersi rivolti agli avvocati, se si ritiene auspicabile trovare un accordo condiviso. Il giudice può invitare le parti alla mediazione, prima di intraprendere un procedimento giudiziale, nella speranza che possa essere foriero di decisioni concordate. Talvolta, può essere la coppia stessa a decidere di sospendere il vortice giudiziario comunicando l’intenzione di fare un tentativo di conciliazione familiare.

In sostanza, la procedura di mediazione familiare può essere promossa direttamente dalle parti, dai loro Avvocati, su indicazione dei Servizi Sociali o scolastici, dal Garante per l’Infanzia o su invito del Giudice.

Mediazione Familiare: Vantaggi

  • le parti sono messe in grado di esprimere il proprio punto di vista in un momento di grande fragilità e tensione emotiva;
  • la coppia è agevolata nel fare chiarezza nella situazione conflittuale in atto e ad attivare modalità relazionali tali da pervenire ad un accordo;
  • nei passaggi generazionali di aziende familiari può aiutare a ridurre la conflittualità tra genitori e figli;
  • rendendo possibile la sopravvivenza di attività diversamente destinate al decadimento;
  • facilita la ricerca di una soluzione condivisa e soddisfacente per entrambe le parti;
  • nelle separazioni pone al centro il benessere dei figli;
  • permette di gestire il livello di coppia con quello genitoriale in modo produttivo e solutivo;
  • permette di ridurre gli effetti dannosi sui figli dal perdurare del conflitto;
  • induce l’attivazione di un processo di collaborazione e negoziazione delle decisioni;
  • riduce i tempi ed è più economica di una battaglia legale in tribunale;
  • permette di rivolgersi ad avvocati o giudici con un accordo già definito.

Mediazione Familiare: quando utilizzarla

La mediazione familiare è principalmente indirizzata a coppie in conflitto che intendono separarsi o divorziare. Per aiutarli a negoziare un accordo che tenga conto della bigenitorialità, dei bisogni e mantenimento dei figli e gestione della casa. Può essere anche utile quando si intende rinegoziare l’accordo di separazione o divorzio, la gestione dell’eredità, dei genitori anziani o dell’azienda familiare.

NON SI PUÒ MEDIARE QUANDO IN FAMIGLIA CI SONO ABUSI O VIOLENZE.

Mediazione Familiare: perché utilizzarla

Nella Mediazione familiare è possibile essere parte attiva del procedimento, prendere decisioni in prima persona riattivando un dialogo con l’aiuto della mediatrice. Figura professionale che fornisce strumenti comunicativi atti ad esprimere bisogni e preoccupazioni nel rispetto dei sentimenti di chi è coinvolto. Condizione di chiarificazione per trovare soluzioni soddisfacenti e praticabili per tutti, riuscendo a ridurre il tempo e limitando significativamente i costi della disputa.

Conciliazione E Comunicazione

L’effetto della mediazione è il raggiungimento di un accordo tra coniugi o congiunti. Una sorta di contratto in cui sono tracciate delle regole condivise. Agli incontri di mediazione familiare partecipano tutti i familiari e solo previo consenso i minori. La comunicazione è non violenta ed assertiva, quindi volta a dissipare e pacificare il clima familiare. Tracciate le esigenze reciproche si definiscono i vari punti dell’accordo, acquisendo nuove modalità interattive. Inoltre, si delineano le norme che definiscono il trattamento economico, affidamento dei figli, la divisione degli immobili o la gestione dei diritti tra coeredi.

Mediazione Familiare: Come si svolge

Il percorso di Mediazione Familiare normalmente si sviluppa in un tempo abbastanza breve che viene concordato con le parti già nel primo incontro. È cura della Mediatrice familiare spiegare quali sono i presupposti della mediazione come tempi, dinamiche, vantaggi e costi che vengono evidenziati anche nel contratto di Mediazione familiare. Normalmente nel primo incontro si analizza lo stato del conflitto per una prima valutazione sulla fattibilità del percorso mediatorio.

Agli incontri sono presenti, generalmente, entrambe le parti coinvolte. Anche se sono previsti incontri individuali con ciascun coniuge per collocarli sia nel contesto della famiglia nucleare che in quella d’origine. Inoltre, qualora ne sussista la necessità sono programmabili incontri con i figli previa accordo coi genitori se questi sono minori e/o con l’intera famiglia.

Una volta iniziati gli incontri si cerca di definire il contesto del conflitto, le tematiche su cui negoziare per individuare lo spazio del ‘patto di mediazione’. Un ambito entro cui definire in modo chiaro e solidale gli obiettivi, regole, impegni da assumersi e da rispettare per favorire il benessere dei figli. Per concludersi con un accordo finale in cui perfezionare l’intesa raggiunta che potrà essere riportata ai propri avvocati o presentata al giudice.

Il presupposto per l’inizio di una Mediazione familiare è l’espressa volontà delle parti di sanare il conflitto e formulare un accordo condiviso. La durata media di ogni sessione è di circa 60 minuti per incontri individuali o di coppia e 80/90 minuti in plenaria. In linea generale, dovrebbero essere sufficienti 8/10 incontri, ma con accordo delle parti si può decidere altrimenti.

Il lavoro svolto è riservato e la mediatrice non riferisce alcunché né al giudice, né a coloro che hanno indotto la mediazione.

Mediatrice Familiare: chi è

La Mediatrice Familiare è un soggetto terzo, neutrale ed imparziale che in assenza di giudizio agevola “un processo collaborativo di risoluzione del conflitto”. È quella figura professionale che, in presenza di entrambi i membri della coppia, promuove un processo di chiarificazione e riflessione sul conflitto in essere. Talvolta, e qualora lo si ritenga opportuno e con l’autorizzazione dei genitori, la mediatrice può incontrare anche i figli della coppia.

La Mediatrice familiare è una figura professionale opportunamente formata per la gestione di rapporti altamente conflittuali come durante la fase di separazione della coppia. La mediazione familiare fa riferimento a fonti normative comunitarie e nazionali (riforma Cartabia). Inoltre, l’esercizio dell’attività è disciplinato dal Codice Europeo di condotta dei mediatori del 2004 oltre alla Legge n. 4/2013 in tema di professioni non organizzate.

La formazione come Mediatrice familiare sistemica è possibile attraverso un percorso di almeno due anni a cui seguono aggiornamenti e supervisioni per garantire un continuo approfondimento dei costrutti teorico-pratici acquisiti. Personalmente ho frequentato ISCRA a Modena e sono iscritta all’A.I.M.S. n. 2848, oltre che ad essere una Counselor Professionista Formatore-Supervisore iscritta al CNCP n. 7591.

Gestione di emozioni e sentimenti

Quando si vive in un conflitto è difficile gestire la rabbia e le paure che si provano. In quanto Counselor Professionista Formatore e Supervisore con specializzazione in Psicosintesi e Mediatrice familiare secondo la visione Sistemico Relazione pongo molta attenzione alla funzione emozione e sentimenti.

Le emozioni e i sentimenti, spesso, ci allontanano da una sana riflessione sulle dinamiche comunicative e relazionali attivate. Ed inconsapevolmente ci si trova innanzi ad un baratro che apre alla separazione, al divorzio o alla disputa legale per eredità o per il passaggio generazionale dell’azienda di famiglia. Attraverso tecniche relazionali e comunicative, mutuate dalla Psicosintesi e della Psicologia Sistemico-Relazionale, cerco di supportare i clienti sia nel comunicare che nel gestire bisogni e diritti reciproci.

Negli incontri programmati sostengo la famiglia nell’esprimere desideri e necessità difficili da dire. Aiuto ad imparare a sospendere il giudizio, ascoltando e rispettando il pensiero altrui anche attraverso l’uso di un linguaggio adeguato. La condivisione dei sentimenti e delle necessità trasforma rabbia, rancore e timore in un atteggiamento costruttivo.

In sintesi, questa figura professionale aiuta a:

  • interpretare emozioni, sentimenti, bisogni ed interessi
  • far emergere comportamenti pacificanti che riarmonizzano le relazioni in famiglia
  • comunicare con maggiore consapevolezza riducendo al massimo il giudizio
  • prendere decisioni razionali, consapevoli e condivisi
  • assumere nuovi atteggiamenti per trasformare il conflitto in opportunità evolutive
  • aprirsi ad una cultura di negoziato e cooperazione
  • elaborare un accordo condiviso da indirizzare agli avvocati o al giudice.
Normativa e principi

Il quadro normativo della mediazione

La ratio della disciplina mediatoria è di incentivare le persone a risolvere le liti in autonomia. Prima di un procedimento dinnanzi al giudice è possibile tentare un accordo bonario. Un’opportunità che evita l’affaticamento, i tempi e i costi di un giudizio bypassando le ‘questioni di principio’ o le ‘impuntature’. Sempre di più i giudici invitano le parti ad intraprendere un tentativo conciliativo, dichiarando improcedibile la domanda di giudizio.

La mediazione familiare permette di riprendere a parlarsi e di smettere di urlarsi addosso. L’ascolto empatico sia nel darlo che nel riceverlo apre ad una qualità diversa del capirsi e comprendersi. Rimette in parità le parti coinvolte: non più uno sempre ‘up’ e l’altro sempre ‘down’. Apre le porte ad una comunicazione che rende possibile serenità, condivisione e fiducia. Il conflitto nella relazione può essere gestito, uscendo da reazioni negative e reattive ed utilizzando l’intelligenza emotiva come risorsa.

Il conflitto tra le parti motiva la ricerca di giustizia o di vendetta o il rifiuto al dialogo per una questione di principio. Ricorrere al giudice è, allora, il tentativo di delegare la soluzione del problema ad un soggetto esterno ed estraneo. Ma il compito del giudice non è tener conto delle difficoltà emotive che coinvolgono le parti. Il suo dovere è applicare la legge che non sempre ci riconosce ragione integralmente, ma ci attribuisce dirette responsabilità nel conflitto. Pertanto, dare inizio ad un procedimento giudiziario può essere poco auspicabile.

Attraverso la mediazione si aiutano le persone ad attivare una comunicazione non violenta e riflessiva. L’intento mediatorio e le tecniche applicate favoriscono il recupero del buonsenso, la valutazione oggettiva dei rischi ed delle opportunità per decisioni razionali. Da un punto di vista emotivo o morale la guerra in tribunale può essere la soluzione migliore. Ma il danno emotivo ed economico che si produce travolge tutti. La mediazione, nelle sue varie forme, può evitare la guerra, abbattere i costi anche sociali di liti lunghe e stressanti.

La mediazione familiare presuppone la presenza di un conflitto in ambito familiare. Spesso ci si riferisce a dei coniugi o conviventi, ma è possibile anche rispetto a dei parenti come genitori, fratelli, sorelle o nipoti. In tutti quei casi in cui la mancanza di ascolto o l’idea di essere ignorati od offesi o trascurati ha raggiunto toni esasperati e conflittuali.

Il percorso mediatorio è un valido strumento per uscire da queste tossicità che possono bloccare la famiglia. Chi facilita la mediazione attraverso specifiche tecniche agevola la comunicazione e il sano confronto tra i componenti del nucleo familiare. L’identificazione della problematica e il bisogno sotteso delle parti coinvolte sono aspetti indispensabili. A cui possono seguire molti altri step che conducono, spesso, a identificare una soluzione condivisa e pacificante.

Con il D.Lgs 149/2022 (riforma Cartabia) si definisce con maggiore puntualità la figura del Mediatore familiare, della sua formazione ed iscrizione nell’elenco tenuto presso ogni tribunale. Per il quale è necessario anche essere iscritti in una delle associazioni professionali riconosciute dal Ministero dello sviluppo economico. Associazioni professionali che garantiscono la formazione del mediatore familiare, l’aggiornamento costante e le regole deontologiche nel rispetto della Legge 4/2013.

La riforma Cartabia stabilisce che il giudice può informare le parti della possibilità di avvalersi della mediazione familiare. La coppia, rivolgendosi al mediatore, potrà ricevere le informazioni circa finalità, contenuti e modalità del percorso mediatorio per valutare se intraprenderlo. Se le parti concordano, il giudice ne prende atto e rinvia l’adozione dei provvedimenti di sua competenza. Lo scopo è avviare un tentativo di conciliazione per garantire maggiore tutela materiale e morale dei figli.

Non è possibile ricorrere alla mediazione familiare quando nei confronti di una delle parti c’è una sentenza di condanna o di applicazione di una pena per abusi o violenze verso i familiari. Ipotesi non percorribile anche quando, in fase di mediazione, il professionista ravvisa ipotesi di violenze o abusi in famiglia.

Mediazione Familiare: dove andare

L'accesso al servizio è su appuntamento

presso lo studio di Mediazione Familiare Gilda Fanton

Via Cesare Costa 84-Modena

Per fissare l’appuntamento:

Cell. /WhatsApp 333 6119 799

Email: info@gildafanton.it

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